martedì 8 luglio 2014

Due pesi, un'unica misura. O il contrario.

Ovvero: avere due bambini di età e bisogni diversi, e rapportarsi nello stesso modo con entrambi. A discapito, questa volta, del secondogenito.
Non so se succede solo a noi, che, oggettivamente, abbiamo un piccolo Enea molto sveglio, intraprendente, curioso, indipendente, ma ci siamo accorti che spesso e volentieri pretendiamo da lui cose oltre le sue capacità. Ce ne siamo accorti all'improvviso, dopo qualche episodio di pianto disperato sfociato in apnea. Ci siamo fermati e abbiamo fatto un passo indietro. Enea non è Samuele. Non ha 4 anni, non ha esperienza, anche se vorrebbe farci credere il contrario, non ha la capacità di esprimersi al 100%, non ha limiti fisici e psicologici che lo tengano lontano dai pericoli.
Non possiamo urlare con lui e pretendere che capisca (sì, noi con Samuele urliamo e anche tanto, visto che se le cose si dicono normalmente non vengono recepite. E non fate quella faccia critica, di quelli che credono che l'urlo sia paragonabile alle botte. Mica gli diciamo "Brutto stupido testadicazzo" eh!). E non possiamo neppure esigere che quando gli si spiegano le cose lui le recepisca.
Abbiamo fatto una miniriunione tra adulti, e abbiamo cambiato tattica. Quando fa qualcosa di effettivamente pericoloso comunque urliamo un bel NO. Che insomma dobbiamo sfogarci. Poi però con calma gli spieghiamo in termini semplici il perchè. Lo facevamo anche con Samuele, quando era piccolo, e dobbiamo riabituarci.
Dopo pochi giorni la situazione sembra migliorata: non ha più fatto crisi di rabbia, se non altro. In mezzo al fuoco ci si tuffa come un acrobata (si lancia dal puff al divano -distanza: mezzo metro-, corre sulla strada, infila in bocca le cose più pericolose che trova), ma sembra avere più cognizione del divieto. Lo fa comunque eh. Però pare che la prenda meno come sfida, e più come affermazione di sè. Che forse è la stessa cosa.
Certo che il secondogenito, con il carattere di Enea e l'esempio di Samuele davanti, è una sfida completamente diversa dal primogenito. E' come dover imparare di nuovo ad essere genitori.
Auguri eh, e passa la birra.

-Mi piacerebbe cambiare l'header del blog, ma non riesco a fare una foto dove entrambi siano fermi. Comesonomessa.-

Conquistando il mondo *giugno 2014*


"XXX non viene al mio compleanno perchè deve fare il baccino!"
01.06.2014

"Enea, dai metti giù che andiamo all'asilo!"
"GNO."
09.06.2014

"Mamma questa non è una storia, è una branzelletta!!!"
10.06.2014

"Olanda!"
(Lo so, non fa ridere. Adesso provate a leggerla ruttando. Meglio no?)
13.06.2014

Papà: "Enea, vieni di là con me che mi cambio?"
"Gno. Nonna. 'Ao." (Trad: no, vado con la nonna. Ciao.)
16.06.2014

Anche a me, da piccola, i trentenni parevano decrepiti.
"Questa (foto) è quando vi siete sposati? Ma c'era la guerra?"
20.06.2014

Piccoli scambisti crescono.
"Sì!! Ultima settimana di materna, poi grest, poi mare!!! Sei contento Samuele??!"
"Sì!! Ma come si chiamano quelli dove andiamo a casa al mare?"
"Ahahha, no, niente scambiocasa quest'anno.."
20.06.2014

Sherlock Holmes
"Eh sì, questa notte ha piovuto, guarda, ci sono le traste per terra!"
"Le tracce forse?"
"Sì, guarda!"
23.06.2014

"Mamma, ma ti abbiamo fatto arrabbiare?"
"Un po' Samuele, voglio che mettiate in ordine."
"Posso chiederti scusa?"
26.06.2014

"Elena, vieni vieni senti. Samuele, che cos'era Hulk prima di diventare un supereroe?"
"Uno sciensciato!"
29.06.2014

"Metti Superman sulla ruspa!"
"No, non posso. E' sensibile."
29.06.2014

"Non posso dormire, non ho sonno: ho la psicomotricità!"
29.06.2014

mercoledì 4 giugno 2014

Tutorial fregnaccia: il Riccio

Non fate più di tanto caso a quella foto, non è un selfie,  non è stata scattata da un marito premuroso, ma è un autoscatto col timer fatto come veniva. M'era caduto pure un orecchio.
Cooooomunque, siccome alcune mamma hanno fatto una piccola recita alla scuola dell'infanzia di Samuele, a mamma Elena è stata assegnata la parte del riccio fifone. Remigio, si chiamava.
C'è da dire che ho la memoria di un invertebrato, però il mio costume spacca.

Tutorial fregnaccia: mai buttare via il cartone ve l'avevo già detto.
Occorrente:
- cartone grande, resistente il giusto.
- taglierino;
- matita;
- righello;
- colla vinilica o a caldo;
- cerchietto;
- lana;
- elastico;
- delle striscie di stoffa o delle bretelle;
- graffettatrice.

Partiamo dagli aculei che sono i più divertenti: disegnate un ovale e ritagliatelo. Quella è la vostra base. Adesso disegnate gli aculei come nella foto là in alto: partite da una lunghezza di 10 cm, per poi passare a 12, 15, 18, 20. Una volta ritagliati gli aculei, piegate circa 1 cm la base, e incollatela partendo con quelli più corti dal bordo esterno, posandoli in circolare, e man mano continuate internamente aumentando la lunghezza. E' più semplice capire guardando la foto mi sa.
Potete colorare o meno le punte di nero.
Una volta finito, con la graffettatrice attaccate le spalline (che possono essere due pezzi di stoffa o delle bretelle del nonno).

Il naso: fate un cono, va benissimo usare del cartoncino marrone di qualche confezione, ci attaccate una specie di ponpon di lana, l'elastico, ed è fatta.

Le orecchie: ritagliatele su un cartoncino, e fissatele come meglio vi viene su un cerchietto. Gh!

Per finire, sappiate che il giorno prima a Samuele è salita la febbre con mal di gola annesso. Tampone positivo allo streptococco A, tonsillite acuta, una settimana di antibiotico.
Portato all'asilo imbottito di Nurofen e Panacef, ha assistito al tutto dal palco. Non sapeva nulla, ha fatto una faccetta tra lo stupito e l'entusiasto quando mi ha visto uscire che awwwww...
Poi una volta in macchina mi fa: "Ma mamma, dov'è la sorpresa?". Ah, che soddisfazioni figlio mio.

domenica 1 giugno 2014

Conquistando il mondo *maggio 2014*


Premessa: la mamma è viziata e da piccola, quando era malata, riceveva un regalino. Il vizio lo trasla sui nani. Quindi la nonna regala 3 macchinine di legno ad Enea che è ammalato..
Samuele ne arraffa una: “Eh, ma come fa a giocare con tre macchinine che ha solo due mani???”
04.05.2014

Ricatti morali.
"Metti a posto le Lego..."
"Ma mi aiuti? Così siamo una squadra.."
13.05.2014

Einstein in erba.
"Centatauno, centatandue, centantatre, ....., cento! Millantauno, millantadue, millantatre, ......, mille!!! Mamma!!!!! Ho contanto fino a mille! E fino a cento!!!!"
15.05.2014

E io pago....
Papà: "Ma Samu, non ho capito cosa fai a musica..."
Samuele: "Ah, neanche io!..."
15.05.2014

Personal shopper
"Mamma!! Prenditi questa maglietta, così sei la mia Batman!"
17.05.2014

Teatro dell'assurdo
Samuele: "Ma cos'è zero?"
Papà: "Zero non è niente?"
S: "Ma cos'è??? E' Facebook?"
P: "Ma cosa c'entra?!?!"
S: "Ma zero è Facebook??"
P: "Ma non c'entra niente!!"
S: "Ma Facebook è zero???"
P: "Ma noooo!!!! Ti spiego: chi c'è in cucina? Io e te, siamo due. E in sala? La mamma, ed è uno. E in ingresso? Nessuno! Ed è zero."
S: "Ma è Facebook!!"
P: "Ma cos'è Facebook Samuele???"
S: "E' la TV!!!"
P: "Nooo!!!"
S: "E' zero?"
P: "NOOOOO!!! Facebook è un social network!"
S: "Cos'è????"
P: "E' un posto.. ma non vero, per finta, dove la gente chiacchera.."
S: "E' zero???"
19.05.2014

La mamma, spellando una povera margheritina: "M'ama, non m'ama, m'ama, non m'ama, .................., NON M'AMA!!!! Samuuuuuuu il papà non mi ama!!!"
Samuele: "Ma sì mamma che il papà ti ammama!"
21.05.2014

La mamma è da un mese quasi che si prepara per una recita a sorpresa da fare ai bimbi della scuola dell'infanzia. Ovviamente Samuele si ammala il giorno prima, ma viene trascinato lo stesso ad assistere all'evento, imbottito di medicinali. Alla fine del tutto, tornando a casa, se ne esce con: "Ma mamma, dov'è la sorpresa?". Figlio ingrato.
30.05.2014

Papà: "Prendiamo la birra per il tuo compleanno"
Mamma: "Ma come Samu!!! A te non piace la birra!!"
Samuele: "Ma domani è il mio compleanno e faccio quello che voglio!"
31.05.2014

martedì 27 maggio 2014

Tutorial fregnaccia: Card Table Playhouse

E voi vi domanderete: "Maccherobba è?"
E adesso ve lo dico: è quella specie di tovaglia che va giù anche per i lati, e ci appiccichi tante cose carine per trasformarla in una bellissima casa gioco!
E se vi domandate che fine avevo fatto, perchè vi ho abbandonato così a lungo in questo grigiume.... Beh, sono semplicemente impegnata con Terremoto e Tempesta. E nei pochi momenti liberi cerco di respirare, gh!
Ma veniamo a noi: ho fatto questa casetta gioco come regalo di compleanno per Enea. Primo, perchè non sapevamo che regalargli; secondo, perchè volevo fargli qualcosa con le mie maninie; terzo, ha già i millemila giochi del fratello, e uno in più non si sarebbe notato.

Cosa vi serve:
* un tavolo;
* delle nonne o delle zie che vi regalino pezzi di stoffa, da piccoli piccoli a grandi grandi;
* ago, filo, forbice;
* nastri, nastini, bottoni, cordini, etc etc;
* una macchina da cucire, o meglio ancora, qualcuno che ce l'abbia e faccia per voi il lavoro sporco.
Allora, dai, mi sembra intuitivo il lavoro no? Per questo è un tutorial fregnaccia.
Dovete prendere le misure del tavolo, per prima cosa. Il tavolo della cucina va bene eh, mica dovete prenderne uno nuovo. Prendete le misure del piano e dei 2 lati (il corto e il lungo, OVVIAMENTE moltiplicati per due).
Adesso sbizzarritevi con tutto quello che volete. Questo è il nostro esempio, ma potete fare mille cose bellissime.
Mi raccomando ricordatevi di fare un sacco di buchi ed aperture! Giocate con le trasparenze e i colori.
Potete mettere dei nastrini o dei bottoni per chiudere i lati, io fortunatamente non li ho fatti, perchè Enea e Penny ogni volta si incastrano con la testa nel buco del palloncino e si trascinano dietro tutta la casetta. Mi sa che se la chiudevo si portavano dietro pure il tavolo.
Con la macchina da cucire fate almeno i bordi e l'unione tra le parti, il resto potete anche farlo a mano con ago, filo, e una quantità importante di pazienza e serie tv.

Ah, questo è stato il primissimo gioco tra fratelli. Grande soddisfazione, pat pat a me.

giovedì 22 maggio 2014

Un giretto al Museo Nicolis

Come quei proverbi, tipo che il figlio dello scarpolino va in giro con le scarpe rotte no? E' la stessa cosa: di solito quando hai una bella cosa di fianco a casa mica la vai a vedere. E invece a volte la nostra erba è più verde di quella del vicino, tiè.
Quindi siamo andati un paio d'ore a visitare il museo Nicolis. Che pare essere parecchio famoso, e il perchè l'abbiamo capito. E' pieno di bellezza. Un museo pieno di bellezze di ferro, quindi alla portati di tutti, insomma, una macchina bella la riconosco pure io, poi se magari mi chiedi del motore il mio encefalogramma fa biiiip, ma di sicuro è più facile riconoscere la magnificenza in una Ford Thunderbird che in un quadro di arte moderna astratta di sticazzi.
Ma non ci sono solo auto eh!
Ci sono bici, moto, aerei, modellini di tutti i tipi, strumenti musicati fantastici, giocattoli.. Da perdersi via insomma!
Di sicuro consiglierei di prendere una guida, che sa tante cose simpatiche e divertenti. Però se avete nani piccoli lasciate perdere, perchè anche se ci sono cose che pure li fanno impazzire, dopo un'ora non gliene può fregar di meno.

Quindi giretto consigliatissimo, l'unica pecca era il bar chiuso. Perchè noi, su quella terrazza, un mojito ce lo saremmo fatti volentieri, anche se erano le 11 del mattino.
PS: quel cartello lì, la legge che modifica la viabilità a Verona, è una chicca molto interessante che non conoscevo. Leggete questo articolo!

lunedì 19 maggio 2014

Fratellitudine: quando ad essere geloso è il secondogenito

Allora, noi, come qualsiasi genitore con la minimissima esperienza pedagogica, ci aspettavamo la gelosia all'arrivo del fratellino. Normale no? Arriva il fratello, baraonda generale, gelosia, nani piangenti, allattamento, oddio questo dove lo metto, marito chi?, etc etc. Poi le acque si chetano, e tutto prende un nuovo equilibrio. Insomma dai, è così per tutti, lo si legge ovunque, lo si sente da chiunque.
Ma no, noi NO.
Samuele è relativamente geloso di Enea. All'inzio questo nuovo fratellino dormiva tanto, se piangeva smetteva quando lui gli faceva le facce, leggevamo libretti mentre allattavo. In pratica si è avverto tutto come nel libretto, o quasi. Poi sante Lego ("da grandi") subito, che si sono rivelate il miglior regalo possibile per un treenne.
Comunque, divago.
Dicevo che noi no. Noi abbiamo la gelosia del nano piccolo. Enea. Minuscola peste bionda, con il faccino da angelo e il temperamento di un piccolo diavolo.
Enea, da quando è diventanto un essere senziente, o meglio, da quando ha cominciato ad essere parte attiva della famiglia, ha sviluppato la gelosia. E non solo nei confronti del fratello, ma più o meno di tutti. La mamma è sua, il papà però è più suo (sciò mamma sciò), la maestra è sua, i nonni sono suoi.
E mena! Ma mena con un cipiglio e un destro che non vi dico!
E allora che si fa? Speriamo che la fase passi prima che possa risponderci a tono, perchè la nostra tattica per ora è quella di prenderlo in giro, farci due risate con Samuele, e sfancularlo per bene.
Se speravate in una soluzione educativo-psico-pedagogica siete cascati male. Noi ci barcameniamo un po' come viene. Il vento sembra tirare dalla parte giusta per ora, ma se un giorno ci troverete cadaveri nella pagina nera locale, sappiate che la colpa non sarà di Enea, ma dei genitori deficienti che si ritrova..